Albania. L’Occhio Azzurro e la leggenda del serpente gigante

Gli albanesi la chiamano l’ottava meraviglia del mondo. Magari è un po’ patriottica come definizione, ma, di fatto, ha una bellezza mozzafiato. Stiamo parlando dell’Occhio Azzurro, la sorgente d’acqua dolce che si trova nel Distretto di Saranda e che è legata ad una strana leggenda.

Dal fondo del tunnel, attraverso il quale l’acqua sale verso la superficie, la sorgente assume quel colore blu che ricorda la pupilla di un occhio. All’espandersi del flusso, il colore inizia a sfumare verso un più chiaro azzurro.

La vegetazione che circonda l’occhio nella sua parte ‘terrestre’ ricorda delle ciglia. Non stupisce, quindi, che questa meraviglia naturale sia chiamata “Occhio azzurro“.

 

 

 

 

 

È la sorgente più grande e più interessante tra le 18 che si irradiano dalle Grandi Montagne e gode dello status di ‘monumento della natura’. La sua profondità è eccezionale, raggiunge i 45 metri.

Si trova di fronte al villaggio di Krongj, 45 metri sotto il livello della valle del fiume Drino. L’Occhio Azzurro è una sorgente d’acqua dolce e fresca (forse sarebbe meglio dire fredda. La temperatura dell’acqua rimane incredibilmente bassa anche in piena estate) circondata da una fitta vegetazione sempreverde.

La leggenda del serpente gigante

Ci fu un tempo in cui soffiava un vento così forte da scuotere il fondo del mare e il mare sputò fuori un serpente … Rimase intrappolato in una nuvola, fino a quando questa lo trasportò sul Monte Sopot…

Il serpente gigante mangiava gli animali domestici e rovinava la semina… Un anziano si ribellò. Caricò un asino con un sacco pieno di legna e si avvicinò al mostro; poi diede fuoco alla legna.

Quando il serpente mangiò l’asino, il fuoco della legna inizò a bruciarlo. La bestia gridò: “Dove sei mare, tu che mi hai generato, e tu fiume, fratello mio …!”. E cadde a terra morente.

Partirono il mare da Vivar e il fiume da Sopot, ma non riuscirono a raggiungere il serpente che, nell’agonia della morte, colpì con la coda il fianco della montagna, lì dove ci sono i segni che si vedono ora. Da allora il mare e il monte sono collegati l’un l’altro come padre e figlio’.

Questa la leggenda….

Chi ha coniato il nome ‘Occhio Azzurro’?

La definizione di ‘Occhio Azzurro’ è nata molto più tardi, intorno agli anni ‘50 del secolo scorso, quando si stavano facendo gli studi su questa sorgente per una probabile idrocentrale a Bistrica. Si dice che il nome fu coniato da uno dei giovani ingegneri che ci lavoravano, affascinato dal colore della sorgente che gli ricordava il colore degli occhi della sua fidanzata.

Tutta la squadra di ingegneri non potè che adeguarsi al nome dato a questa sorgente così azzurra, con un contorno così verde e con una macchia scura nel mezzo.

L’Occhio Azzurro come destinazione turistica

Perla naturale di tutta l’Albania, una delle più belle al mondo, tappa obbligatoria se si fanno le proprie vacanze a Saranda, dati ufficiali riportano che è l’attrazione turistica albanese che attira più turisti di diverse nazionalità.

Se ne contano dall’Italia, dall’Inghilterra, Danimarca, Olanda, Francia, Spagna, Paesi del Nord Europa, Paesi dell’area mediterranea, americani, asiatici, australiani e sudamericani, specie brasiliani.

La mia esperienza all’Occhio Azzurro

Io personalmente l’ho visitato per la prima volta a settembre 2015, per poi ritornarci ad agosto 2016. A dire il vero, un abisso.

La natura reclama tranquillità, sono zone naturali che soffrono enormemente la presenza di massa. Quando ci sono stata nel 2015, eravamo in tutto 30 persone, o poco più. La mia classe di studio a Tirana.

La natura ci ha regalato quei colori meravigliosi che vedete nelle foto di questo articolo. Sono state scattate da me che erano passate le 18, quindi in pieno pomeriggio.

Quando Elton e io ci siamo ritornati ad agosto 2016, la natura mi è sembrata violentata. Spazzatura in terra, un cicaleccio continuo di persone che gridavano per mettersi nella posa giusta per le foto ricordo (ovviamente gli italiani a guidare la fila…immaginate la vergogna…), senza contare chi stava con piedi o gambe a mollo, COSA CHE E’ ASSOLUAMENTE VIETATA! Da questi bagni fuorilegge almeno ho tratto l’informazione dell’acqua fredda, non supera i 13 gradi nemmeno ad agosto.

Abbiate più rispetto di questo angolo di paradiso e, se potete, visitatelo fuori stagione. Sorvolate sulla strada che non è proprio meravigliosa; a dire il vero non capisco nemmeno il motivo per il quale a livello governativo o locale nessuno si muova per rendere più agibile il tragitto. Ma tanto la vista di questo spettacolo naturale ripaga ampiamente della gimkana…

Lasciatemi le vostre impressioni, tanto so già che non esiste persona al mondo che non abbia provato quella specie di ipnosi davanti a quel blu profondo che gorgoglia senza fine.

© 2018, Katia Pisani. All rights reserved.

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