Pensione per i rimpatriati albanesi. Cosa è e requisiti per richiederla

Gli albanesi di ritorno in Albania che hanno vissuto e lavorato in Italia ( con lavoro NON di tipo stagionale) hanno l’opportunità di ottenere la pensione in base a quanti contributi pagati fino al momento della richiesta. Si tratta della cosiddeta ‘pensione per rimpatriati‘, prevista dalla legge italiana per Paesi come l’Albania che non hanno accordi bilaterali in materia di previdenza sociale.

La legge italiana dice chiaramente che per i lavoratori extracomunitari, cioè fuori UE, i contributi pagati in Italia non vanno perduti anche in caso di rimpatrio definitivo nel Paese d’origine e in assenza di accordi bilaterali in materia di previdenza sociale.

Ovvio che i rimpatriati hanno titolo alla pensione a condizione che raggiungano i requisiti stabiliti dalla legge italiana, che sono in parte diversi rispetto a quelli richiesti ai cittadini italiani, ai cittadini UE o a quelli extra UE che risiedono ancora in Italia.

La pensione di vecchiaia

Questo trattamento spetta ai lavoratori extra UE rimpatraiti ( i quali avevano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato) quando essi compiono 66 anni di età e 7 mesi (65 anni e 7 mesi le donne). Dal 2018 il requisito è stato parificato a 66 anni e 7 mesi per entrambi i sessi.

Come dice la relativa sezione del sito Inps, si devono distinguere due casi, a seconda che la pensione venga calcolata con il sistema contributivo o retributivo (cioè in base all’ultma paga che si percepiva al monento della richiesta della pensione).

Nel primo caso, i lavoratori extracomunitari assunti dopo il 1° gennaio 1996, possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia (calcolata col sistema contributivo) al compimento del 66° anno di età e 7 mesi e anche se non sono maturati i previsti requisiti (dunque, anche se hanno meno di 20 anni di contribuzione).

Nel secondo caso, i lavoratori extracomunitari assunti prima del 1996 possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia (calcolata con il sistema retributivo o misto, cioè salario+contributi) solo al compimento del 66° anno di età e 7 mesi sia per gli uomini che per le donne e solo se con 20 anni di contribuzione.

Questa pensione non ha niente a che vedere con quello che da molti anni chiedono gli albanesi in Italia, cioè un accordo bilaterale che permetta di avere una pensione dignitosa. Risultato che, ad esempio, è stato raggiunto tra Albania e Germania a partire dal 1 dicembre 2017.

Ad occuparsi delle partiche per gli albanesi rimpatriati interessati è il sindacato INAS-CISL, diretto dalla Dr.ssa Beskida Aliaj, patronato che raccoglie la documentazione per verificare il soddisfacimento dei requisiti e apre la pratica con l’Inps italiana per l’eventuale erogazione della pensione di vecchiaia.

Ipotesi di accordo bilaterale. Chi pagherà la pensione tra Italia e Albania?

Così spiega la Dr.ssa Aliaj:

‘Supponiamo che un immigrato albanese abbia lavorato in Italia per 19 anni e in Albania per 14 anni. In Italia non riceve pensione, perchè non ha raggiunto i 20 anni di contributi; non la riceve nemmeno dall’Albania, dove servono almeno 15 anni di contributi per ricevere la pensione parziale.Quindi 33 anni di sudore che andrebbero persi.

Nel caso di un accordo bilaterale è del tutto possibile ottenere benefici da entrambi i Paesi, indipendentemente da dove il pensionato albanese decida di risiedere, se in Albania o in Italia. Ogni Stato contribuirà all’importo della pensione in proporzione al periodo durante il quale l’interessato ha versato i contributi. Quindi. nel nostro caso precedente, l’Italia erogherà in proporzione ai 19 anni di contributi e l’Albania in proprorzione ai 14′.

Per chi volesse avere maggiori informazioni in merito ai priopri diritti pensionistici, puà recarsi presso gli uffici del patronato, sito a Tirana, nella zona di Bllok, in Via Andon Zako Çajupi , di fronte la scuola Edith Durham.

Il patronato ha anche una propria pagina Facebook e un numero informativo che è il seguente: 0683448188.

Per chi volesse approfondire l’argomento, può andare a questo link di Shqiptari i Italisë e leggere l’articolo in lingua albanese dal quale è tratto questo in italiano che ho scritto io.

Per una panoramica su quale è il sistema pensionistico in Albania, potete leggere un altro articolo del mio blog, cioè Pensioni in Albania

© 2018, Katia Pisani. All rights reserved.

2 Risposte

  1. Venera Pajova ha detto:

    Ma perché questo accordo vale solo per i rimpatriati? Chi ha i figli in Italia è non vuole tornare in patria deve perdere tutti gli anni di contributi che ha versato? Conosco tanti esodati albanesi che hanno una certa età, hanno lavorato tanti anni qua ma non 20 anni per avere la pensione minima, hanno perso tutto, nessuno assume in Italia un 60 enne che ha perso il lavoro. Deve tornare per forza in Albania per avere ciò che ha versato tra qui e là? Questo è un grosso problema.

    • Katia Pisani ha detto:

      Ciao Venera, credo che il contenuto dell’articolo abbia portato un po’ di confusione. Lo strumento della pensione per rimpatriati è proprio per una forma di tutela per chi, avendo i requisiti, può star tranquillo che i contributi versati in Italia non vanno persi.
      Diverso è il caso degli albanesi che continuano a rimanere in Italia mantenendoci la residenza. Di fatto, vengono equiparati ai lavoratori italani, quindi, come loro, maturano il diritto alla pensione.
      Ovviamente, trovandoci ora nel cappio provocato dalla legge Fornero, si dovrà aspettare il giusto requisito anagrafico per presentare la domanda di pensione.
      Ma ti voglio rassicurare che questo requisito dell’età deve essere rispettato anche ai rimpatriati, come dico nell’articolo.
      Per rifarmi al tuo caso, un attuale albanese di 60 anni (cioè nato nel 1958) che non trova più lavoro in Italia e vuol tornare definitivamente in Albania, deve comunque aspettare di avere minimo 67 anni e 5 mesi (in base agli scaglioni della Fornero) per poter avviare la pratica da rimpatriato
      In sostanza, rimarrebbe a guardare il sole anche in Albania perchè nell’immediato non avrebbe niente dall’Italia. Il vincolo dell’età imposto dall’Italia è imprescindibile sia per lo straniero che per l’italiano stesso o albanese residente in Italia/con doppia cittadinanza.
      Ti mando il link specifico della sezione Inps da dove puoi farti un’idea di quelli che sono i trattamenti pensionistici al momento previsti per i lavori stranieri. Vedi poi tu, a seconda delle tue condizioni o di un tuo familiare, quale potrebbe meglio fare al caso vostro.
      https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=50000

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