Call Center in Albania: l’Instat conferma l’inizio del loro declino

Il settore dei Call Center, negli ultimi anni, è stato uno dei maggiori fornitori di posti di lavoro in Albania, arrivando ad impiegare oltre 25 mila dipendenti, secondo i dati dichiarati dall’Agenzia delle Entrate.

Il basso costo per l’apertura di nuove attività in Albania rispetto all’Italia, unito al basso costo di una manodopera che sovente conosce bene anche la lingua italiana, è diventato un magnete per le aziende italiane che hanno trasferito in Albania i servizi legati alla telefonia. Il che ha comportato, dall’altra parte, il calo dei posti di lavori proprio nello Stato limitrofo.

Questa rapida crescita ha allarmato le autorità italiane, sotto pressione per la perdita di lavoro in Italia, che hanno iniziato a prendere misure drastiche. In Italia, il 1 ° aprile è entrata in vigore la legge “Sulla delocalizzazione” dei Call Center, che ha inasprito le regole per lo spostamento delle attività economiche dall’ Italia verso i Paesi extra-UE. Approvata nel dicembre 2016, la legge ha attraversato un periodo transitorio prima di entrare definitivamente in vigore affinché le aziende prendessero familiarità con le nuove norme, l’attuazione dei nuovi parametri, per comunicare il numero dei dipendenti oggetto del trasferimento all’estero, per la tutela dei dati ecc.

L’iniziativa legislativa italiana allarmò le compagnie di Call Center in Albania, giacché questa non fa parte dell’Unione Europea. In non pochi casi, più parti avevano evidenziato la loro preoccupazione sul rischio di perdere migliaia di posti di lavoro. Il governo albanese a quel tempo ebbe una debole reazione attraverso una lettera indirizzata all’Italia ma non riuscì ad ottenere una risposta positiva.

D’altra parte, gli operatori del mercato dichiararono che le compagnie-madri stavano prendendo misure per spostare alcune delle loro attività in altri Paesi dell’area balcanica, come la Romania o la Bulgaria.

Ora sembra che il declino dei Call center in Albania sia diventato una realtà.

Nell’ambito della relazione sul PIL del secondo trimestre, l’INSTAT ha confermato che il Gruppo di Attività professionali e di Servizi Amministrativi ha segnato una flessione del 2.31%, principalmente legata al calo delle attività dei Call Center. Di fatto, questa è la prima volta che questo settore evidenza un segno negativo dopo la costante crescita degli ultimi anni.

I Call Center diversificano nel Forex

Considerando il settore nel suo complesso, in Albania ci sono circa 800 aziende, con circa 25 mila dipendenti, secondo i dati ufficiali. Dopo il colpo da parte del governo italiano, molti Call Center hanno diversificato le loro attività, dirigendosi verso l’intermediazione finanziaria a servizio della clientela albanese che vuole avvicinarsi agli investimenti del proprio denaro anche in operazioni a rischio, a partire dalle famose ‘Opzioni binario’ (un’opzione binaria è un’opzione finanziaria in cui il pagamento è o un importo fisso di denaro o nulla).

Molti Call Center hanno, ora, come attività primaria proprio quella del Forex, in cui gli operatori contattano telefonicamente i cittadini italiani (presto anche quelli albanesi) e cercano di convincerli a investire in piattaforme di trading online o in attività valutaria (investimenti in moneta diversa dalla propria, guadagnando sulle variazioni di cambio). Parte delle piccole compagnie chiuse hanno trasferito i propri dipendenti nel Forex.

Traduzione dal seguente link: http://www.monitor.al/instat-konfirmon-sektori-call-center-fillon-renien/

© 2017, Katia Pisani. All rights reserved.

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