Albania. Nei dintorni di Argirocastro. Itinerario 3. Antigonea

Da Argirocastro ad Antigonea

Antigoneia è stata una città ‘effimera’, vissuta per circa 150 anni. La sua fondazione è legata ad uno dei nomi più famosi dell’antichità, quello di Pirro (319-272 a.C.) Re dell’Epiro, noto soprattutto per il modo di dire “vittoria di Pirro”. All’inizio del III° secolo a.C., Pirro fu costretto ad andare in guerra in Egitto, dove le sue capacità militari impressionarono favorevolmente Berenice, moglie di Tolomeo, Re d’Egitto. Berenice decise di concedere a Pirro la mano della propria figlia, Antigone, ed egli, in onore della suocera e della moglie, decise di costruire una nuova città, Antigoneia, appunto.

La vittoria della Repubblica di Roma nella guerra contro l’esercito macedone del re Filippo V ebbe conseguenze fatali per Antigone. Dopo la vittoria finale dell’anno 167 a.C., Roma condannò gli Epiroti che avevano combattuto contro di essa alleandosi con la Macedonia. Il Console romano Paolo Emilio ordinò il saccheggio e la distruzione di 70 città dell’Epiro, tra cui Antigonea, che non venne mai più ricostruita.

Per andare nell’antica città di Antigonea, bisogna uscire da Argirocastro e prendere la strada in direzione di Asim Zeneli, il più grande centro nel comune di Antigonea. Asim Zeneli è un grande villaggio, molto ben organizzato. Sotto il comunismo qui nacque la prima cooperativa di allevatori in Albania. Nel centro del villaggio, vicino agli uffici comunali, si trova la sede del Parco Nazionale di Antigonea, nel quale poter reperire tutte le informazioni utili e ricevere assistenza per una visita alla città antica.

Seguendo la strada sterrata si arriva al vicino villaggio di Krina; tenete la destra, nei pressi di un antico platano; quando vi avvicinerete al villaggio di Saraqinishta, un cartello stradale vi indicherà di svoltare a destra, verso la collina di Jerma, dove si trova l’antica città di Antigone. Il viaggio dura circa 45 minuti.

A Saraqinishta ci sono due chiese del XVI° e XVII° secolo. Le loro chiavi sono custodite da un abitante del villaggio (che è anche il Guardiano del Parco) che si chiama Pilo, la cui casa riconoscerete subito dal grande albero di noci che regna nel giardino.

antigonea miniaturaIl custode può raccontarvi degli scavi e dei reperti archeologici di Antigone, alcuni dei quali, come una sfinge in bronzo ed una statua di Poseidone, sono esposti nei Musei di Tirana. Oggi è possibile vedere tutti quegli elementi della città antica scoperti dall’archeologo albanese Dhimosten Budina negli anni ’70 e, successivamente, da un team albano-greco sotto la direzione di Konstantinos Zachos, della Eforia (corrisponde grossomodo alla nostra Soprintendenza ai Beni Culturali, n.d.t.) archeologica greca di Janina (Giannina, in italiano).

Tra le testimonianze archeologiche più notevoli ci sono le mura della città, distrutte dai Romani, che circondano completamente la collina. Le pareti che meglio hanno resistito al tempo sono quelle situate nella parte sud-occidentale della città. Al centro di Antigonea si trova una strada rimasta intatta. Passeggiando in direzione della parte meridionale della città, si arriva ad una chiesa paleocristiana a pianta triangolare, che si trova sul ciglio di un profondo burrone e di un ripido strapiombo. Questa cappella, una delle poche costruzioni successive al saccheggio della città da parte dei Romani, ha un pavimento decorato con mosaici.

Fonte: http://www.gjirokastra.org/albanian/index.html

Se volete leggere l’itinerario 2, l’articolo è Da Argirocastro a Përmet

Per andare direttamente all’itinerario 4, cliccate su Tepelena e Ali Pasha

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