Patrimoni UNESCO Albania. Butrinto

Abitata fin dalla preistoria, Butrinto è stato il sito di una colonia greca, una città romana e una sede vescovile. Dopo un periodo di prosperità sotto l’amministrazione bizantina, poi dopo una breve occupazione da parte dei veneziani, la città fu abbandonata nel tardo medioevo, in quanto l’area circostante era diventata paludosa. L’attuale sito archeologico è una miniera di reperti storici che rappresentano ciascun periodo di sviluppo della città.

Eccezionale valore universale

Breve sintesi

Butrinto, situata nel sud dell’Albania a circa 20 km dalla moderna città di Saranda, ha una particolare atmosfera creata da una combinazione di archeologia, monumenti e natura nel Mediterraneo. Con il suo entroterra, costituisce un paesaggio culturale eccezionale, che si è sviluppato organicamente nel corso di molti secoli. Butrinto è sfuggita a quello sviluppo aggressivo che ha ridotto il valore del patrimonio della maggior parte dei paesaggi storici nell’area del Mediterraneo. Essa costituisce una rara combinazione di archeologia e natura. E’ un microcosmo della storia del Mediterraneo, la cui occupazione va dal 50.000 a.C., secondo i reperti più antichi, fino al 19 ° secolo d.C. Siti preistorici sono stati individuati all’interno del nucleo di Butrinto, sulla piccola collina circondata dalle acque del lago di Butrinto e del Canale Vivar, così come allontanandosi dal centro del nucleo originario.

Dall’ 800 a.C. fino all’arrivo dei Romani, Butrinto è stata influenzata dalla cultura greca, portatrice degli elementi strutturali della “polis”, ed è stata occupata dalle tribù dei Caoni. Nel 44 a.C. Butrinto divenne colonia romana e si espanse notevolmente, bonificando i terreni paludosi circostanti, soprattutto al sud attraverso il Canale Vivar, dove venne costruito un acquedotto. Nel 5 ° secolo d.C. Butrinto divenne sede episcopale; fu fortificata e vennero costruite le prime vere strutture paleocristiane. Dopo un periodo di abbandono, Butrinto è stata ricostruita sotto controllo bizantino nel 9 ° secolo. La città e il suo territorio passarono sotto gli Angioini, poi sotto Venezia nel 14 ° secolo. Diversi attacchi da parte dei Despoti dell’Epiro e, più tardi, da parte degli Ottomani portarono al rafforzamento e all’estensione delle opere di difesa di Butrinto. Tra queste, all’inizio del 19 ° secolo, se ne aggiunse una alla foce del Canale Vivar. Venne fatta costruire da Ali Pasha, il sovrano ottomano albanese che governò Butrinto e i suoi dintorni fino al loro definitivo abbandono.

Le fortificazioni testimoniano le diverse fasi della loro costruzione, a partire dal momento della colonizzazione greca fino al Medioevo. Il più antico e interessante monumento greco è il teatro, che è abbastanza ben conservato. La rovina più importante dall’era paleocristiana è il battistero, un antico monumento romano adattato alle esigenze culturali del cristianesimo. Il suo piano ha una bella decorazione a mosaico. La basilica paleocristiana fu ricostruita nel 9 ° secolo e le rovine sono sufficientemente ben conservate da permettere l’analisi della struttura (tre navate con transetto e un’abside poligonale esterna).

Il criterio culturale della scelta UNESCO

L’evoluzione dell’ambiente naturale di Butrinto ha portato all’abbandono della città alla fine del Medioevo, con il risultato che questo sito archeologico offre preziose testimonianze di civiltà antiche e medievali sul territorio dell’Albania moderna.

Integrità

L’intero sito è di dimensioni sufficienti (200 ha.) per includere una parte significativa delle attribuzioni ad esso riservate che esprimono il suo valore universale eccezionale. I siti archeologici sepolti e le rovine e i palazzi storici ancora in piedi sono sufficientemente intatti. Mentre il sito di Butrinto non soffre in modo significativo degli effetti negativi di sviluppo o di abbandono, ci sono alcune vulnerabilità, quali gli aumenti stagionali dei livelli d’acqua, la necessità di un migliore coordinamento delle opere di conservazione e degli scavi archeologici, la necessità di controllare la crescita della vegetazione e l’instabilità strutturale di alcuni monumenti. Ci sono anche alcune pressioni negative legate allo sviluppo moderno, tra cui le strade e l’espansione urbana intorno al sito. Tuttavia, Butrinto e il paesaggio circostante sono ancora un ottimo esempio di conservazione di agglomerato urbano antico e medievale.

Autenticità

L’autenticità del patrimonio UNESCO di Butrinto è legata alla sua ottima conservazione, in un contesto in cui l’evoluzione dell’interazione umana con l’ambiente può essere osservata nei monumenti superstiti, nell’archeologia sotterranea e nel paesaggio circostante. La qualità dei lavori di restauro e conservazione svolti sin dal 1924 è stata alta. Gli interventi successivi hanno rispettato gli standard contemporanei, come indicato nella Carta di Venezia del 1964.

Requisiti di protezione e di gestione

Il Parco Nazionale di Butrinto è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Nazionale dei Monumenti Protetti nel 1948. Attualmente, la tutela e la conservazione dei monumenti archeologici è legata a quanto disposto dalla Legge sul Patrimonio Culturale. I valori naturali della Laguna di Butrinto sono stati riconosciuti dalla Convenzione di Ramsar nel 2002. Nel 2005, in base alla Legge sulle Aree Protette, Butrinto è stata dichiarata Parco Nazionale, per una superficie di 86 km². Il Parco Nazionale funge da zona ‘cuscinetto’ dell’intero sito. In quanto organismo di controllo, esso ha un Consiglio presieduto dal Ministro della Cultura e da uno staff di professionisti ed è responsabile della gestione dell’intera area UNESCO. L’Istituto Nazionale dei Monumenti Culturali e l’Istituto di Archeologia sono responsabili di tutte le ricerche, degli scavi e delle opere di consolidamento dei resti architettonici e archeologici.

Butrinto manifesta diversi aspetti vulnerabili. Potenzialmente queste vulnerabilità potrebbero, sul lungo periodo, minacciare l’integrità del sito. Per evitare minacce all’integrità e all’autenticità, il monitoraggio e il controllo dei punti critici sono questioni cruciali nel Piano di Gestione di Butrinto su Archeologia e Monumenti.

La scheda tecnica del sito di Butrinto nel sito UNESCO, dalla quale è tratta la traduzione proprosta nell’articolo, è questa qui: http://whc.unesco.org/en/list/570

L’altro Patrimonio UNESCO in Albania? Leggete I centri storici di Berat e Argirocastro

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