Rafting in Albania

L’idea dell’Albania come destinazione turistica MUST del 2016 sta alla base della creazione di un nuovo centro turistico che sarà chiamato “Albanian Adventure Resort” e avrà come partner privato la Federazione Albanese Rafting. Quel rafting che è il primo motivo per il quale tanti turisti stranieri fanno rotta sia verso il Canyon di Osum a Skrapar (a sud-est di Berat), sia verso le acque del fiume Vjosa, nel Përmet, a Valbona e, in generale, dove l’Albania ha dei fiumi.

La costruzione del Resort vedrà anche la partecipazione dello stesso Ministero dell’Istruzione e dello Sport e tale è stata la perfetta progettazione eco-friendly del centro sportivo da meritargli la vittoria del premio internazionale ‘Green Apple Award’ sbaragliando la concorrenza di altri 500 progetti provenienti da ogni parte del mondo. Standard di offerta turistica di elevato livello e la collaborazione di guide autorizzate e professionalmente formate per il turismo d’avventura saranno il fiore all’occhiello dell’intero progetto. E renderanno lo stesso turismo d’avventura uno dei segmenti più importanti nel ventaglio dell’offerta turistica globale del Paese delle Aquile.

 L’ex area militare, un centro di avventura

Benché l’Albania non abbia ancora sviluppato un turismo di élite, è innegabile che riesca molto bene ad investire sui suoi punti di forza. Il turista avventuroso, che cerca l’adrenalina, andrà alla ricerca di una natura inesplorata e ancora poco urbanizzata. Una ex base militare somma le due caratteristiche. Ed è incastonata nel Canyon di Osum, che nasce dalle altezze del Vithkuq, a 1.050 metri sul livello del mare. E dà meno problemi logistici in termini di trasporto dei turisti, in quanto la vecchia base militare, una volta rimessa in sesto, permetterà il pernottamento notturno di chi vuole andare a Skrapar.

Il progetto dell’”Albania Adventure Resort” prevede 3 fasi di progressione, spalmate nel corso di 5 anni. Entro il 2016, si prevede di :

-terminare la realizzazione dell’edificio destinato all’accoglienza dei turisti e di quello di prima sistemazione;

-implementare oltre che il rafting, il kayak, il trekking in mountain bike, lo snow-shooing, l’esplorazione del canyon e l’hydrospeed nella zona attorno al centro;

-sviluppare programmi extracurriculari per i periodi di vacanza degli studenti;

-fornire formazione e certificazione per i professionisti del turismo, con un occhio di riguardo ai giovani che vogliono intraprendere la loro carriera in questo settore

Chi può praticare il rafting?

I canyon non hanno un elevato grado di pericolosità, ma è bene ricordare ai turisti che bisogna essere nelle condizioni fisiche più idonee, poiché il rafting è un tipo di sport abbastanza impegnativo. L’età migliore è quella della fascia 16-55 anni, bisognerebbe essere in regola con i controlli medici annuali di base e il proprio peso non dovrebbe superare i 100 kg. Ecco una sorta di suddivisione per livello, a seconda del grado di difficoltà dell’attività sportiva:

Livello basso

Più che di rafting avventuroso, ci si fa cullare dal gommone che ‘passeggia’ fra le acque. Da questo punto di vista, il vero lavoro lo fanno gli occhi, impegnati ad ammirare la natura incontaminata. Ci si può facilmente avvicinare a riva per fermarsi e approfittare per prendere un po’ di sole. A questo livello, non è obbligatorio (sebbene sempre consigliabile) saper nuotare. Il periodo più adatto per fare questo ‘rafting leggero’ è da giugno a settembre. Il tempo medio di percorrenza del gommone in acqua varia tra le 3 e le 5 ore.

Livello medio

Discese impetuose nel fiume, più adrenalina e più emozioni. Anche a questo livello non è obbligatorio saper nuotare. Il periodo più adatto per questo livello va da aprile ad ottobre e il tempo di percorrenza varia dalle 2 ore e mezza alle 4 ore.

Livello esperti

Per i praticanti del rafting a livello agonistico, presenta più difficoltà. Il periodo più adatto va da febbraio a marzo. La permanenza del gommone in acqua varia da 1 ora e mezza a 2 ore.

L’identikit di un turista d’avventura è questo: età media di 36 anni, durata di un viaggio tra gli 8 e i 10 giorni, si informa attraverso le riviste specializzate quali quelle del National Geographic e, in loco, utilizza le guide autorizzate, fa pubblicità dei suoi viaggi utilizzando i social network, soprattutto Facebook.

Nell’articolo originale, parzialmente tradotto, c’è l’intervista integrale a Blerina Ago, Direttore Generale della Federazione Albanese Rafting

http://www.monitor.al/ku-takohet-e-kaluara-dhe-e-tashmja-2/

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